Il Settore Giovani diocesano ha voluto gradualmente ricominciare le occasioni di incontro con pernottamento, in un weekend rivolto a giovani e giovanissimi, il 6 e il 7 agosto scorsi a Zervò.

Volevamo che fosse l’inizio di una rivoluzione: rivoluzione che non poteva non partire dalle parole del Vangelo. Abbiamo perciò ripercorso il Vangelo di Giovanni 21, 1-8.15-19, soffermandoci su quattro parole particolari: TORNARE, RICONOSCERE, AMARE e SEGUIRE. Siamo tornati alle origini, divertendoci con i giochi del passato; abbiamo provato a riconoscere Gesù attraverso una veglia alle stelle; abbiamo riflettuto sul verbo seguire analizzando il nostro rapporto con Dio durante la celebrazione domenicale e infine ci siamo guardati con amore ricordandoci che Dio nonostante i nostri peccati ci perdona sempre e non s’allontana mai da noi.

Ecco cosa scrivono una giovanissima e una giovane in merito al weekend che hanno vissuto:

“riguardo al campo estivo giovani, beh che devo dire…ci sono molte cose da raccontare. Arrivata lì pensavo che fosse una semplicissima giornata e che senza avere notizie dai social sarei riuscita a stare ma in realtà è stata una grande prova per tutti perché abituati a passare quasi tutte le giornate sui telefoni,a volte non ci rendiamo conto del mondo che ci circonda.

Sono state due giornate bellissime, ho scoperto il vero significato di alcune parole che prima si davano per scontato, ho riscoperto la bellezza di giocare in un prato a dei giochi semplicissimi, che facevo da piccola e che non facevo ormai da anni, ma che con la compagnia giusta hanno reso tutto più bello. Passata la prima giornata e calato il buio, iniziava ad aumentare quella poca ansietta degli animali che potevano esserci fuori, ma uniti tutti insieme siamo riusciti a “sopravvivere”. Durante la notte non sono mancati gli scherzi e, nonostante l’intenzione del pomeriggio di restare svegli tutta la notte, siamo crollati.

Arrivato il secondo giorno, di mattina abbiamo fatto le lodi e poi la messa. Abbiamo diviso i compiti su chi doveva apparecchiare, preparare il pranzo ecc… abbiamo pranzato tutti insieme e infine abbiamo richiuso le nostre valige non solo con vestiti ma con tutto ciò che in quei giorni abbiamo imparato è che TORNARE, RICONOSCERE, AMARE, E SEGUIRE, se riflettiamo bene non sono parole a caso perché nulla è per caso”

(Elisa Capogreco, giovanissima del Gruppo Interparrocchiale di Gioiosa Ionica)

“Tornare, amare. Le parole-chiave che più mi sono rimaste impresse nei vari momenti riflessivi trascorsi.

Non mi voglio soffermare su quanto abbiamo detto e ripetuto nei due giorni trascorsi insieme. Mi soffermo invece su ciò che ho colto e pensato, anzi del bagaglio che ho raccolto e portato a casa alla fine di questa bellissima esperienza. La cosa che più mi ha fatto piacere è stata ” tornare-ritornare”, ritrovarci e ritrovare quell’armonia che a causa della pandemia si era spezzata; trascorrere giornate all’insegna del confronto con ragazzi della nostra età , con la stessa voglia di ricominciare e di ritrovarsi. Nel cuore della natura mi sono resa conto di come molti ragazzi non sono abituati al cambiamento, la società digitale li ha intrappolati in un vortice dalla quale è molto difficile uscirne. La tecnologia ci ha abituati ad una vita facile dove abbiamo tutto a portata di mano, senza fare un minimo sforzo. A livello psichico invece le fatica aumentano di certo, sia a livello intrapersonale che interpersonale. Da qui nascono le insicurezze, perdita del contatto con il contesto sociale che a sua volta comporta rimanere indietro dal punto di vista dello sviluppo emotivo, affettivo e relazionale. Con l’essenza di internet invece ci siamo ritrovati a trascorrere momenti indimenticabili, a rivivere delle esperienze liberi da ogni vincolo, giocando con la spensieratezza con cui giocavamo da bambini. Accompagnati Dal Vangelo di Giovanni ci siamo soffermati sulla parola “amore”, il sentimento che sta alla base di tutto. In particolare il mio pensiero va alla domanda che Gesù pose a Pietro per tre volte, ovvero:” mi ami?”.

 È troppo facile affermare di amare una persona; Al giorno d’oggi tale affermazione viene usata senza nemmeno farci caso. Pietro, rispose di voler bene a Gesù in quanto a volte si era speso troppo facilmente a questo proposito, giurando una fedeltà e un amore che alla prova dei fatti si sono rivelati fragili ed incerti.

Da ciò ho colto che l’intento di Gesù non era quello di puntare il dito verso Pietro o metterlo in difficoltà, anzi quel rinnegare l’amore totale a Gesù è una vera e propria lezione; non bisogna mai dare più di quanto non si riesce a dare in quel preciso momento, tutto verrà a suo tempo.

Come Pietro che non ha disimparato l’amore di Gesù, ma ha imparato il timore di sé. Non ha dimesso la carità ma ha imparato l’umiltà. Pietro ha amato pienamente Gesù, ma non subito, con il tempo e solo quando realmente è stato pronto. Noi come giovani, non dobbiamo spaventarci difronte alle difficoltà e far venire meno la fede, anzi dobbiamo capire che la nostra missione è quella di testimoniare quell’amore che Gesù ci dona incondizionatamente. Solo così come Pietro possiamo dire di Amare in pienezza ed in modo sincero il Signore.”

(Alison Agostino giovane del Gruppo Interparrocchiale di Gioiosa Ionica)