RELAZIONE FINE TRIENNIO ASSEMBLEA DIOCESANA ELETTIVA

“ HO UN POPOLO NUMEROSO IN QUESTA CITTA’
Locri, Seminario vescovile S.Luigi 16/02/2020

Preambolo
Buon giorno a tutti e benvenuti a questa XVII assemblea diocesana elettiva , benvenuta ad Adelaide, segretaria nazionale del Movimento studenti di A.C. referente della Presidenza nazionale , al vicario del nostro vescovo, don Piero Romeo , che condivide con noi questo importante momento associativo, agli assistenti diocesani e parrocchiali , a tutti voi qui presenti.
E’ trascorso un triennio da quando, nel marzo del 2017, all’inizio della Quaresima, sono stata chiamata dal nostro vescovo , mons. Francesco Oliva , ad assumermi l’incarico di presidente diocesana dell’A.C. ; mi è sembrata subito una croce troppo pesante per le mie spalle , non solo per la situazione di precarietà in cui mi trovavo, ma principalmente per la consapevolezza di non essere all’altezza del compito . Confesso che ho cercato subito di sottrarmi ad una tale responsabilità , ma nello stesso tempo ho pregato tanto il Signore perché mi aiutasse a discernere quale fosse il Suo volere su di me; così alla fine, con il Suo aiuto, in spirito di servizio e di ubbidienza al nostro vescovo ed all’Associazione che mi chiamava, ho detto il mio SI’!
Non è stato facile cercare di assolvere a tutti gli impegni che un tale incarico richiede, né sono riuscita ad adempierli tutti e nel modo più adeguato, ne sono pienamente convinta, ma questi tre anni sono stati per me un tempo di Grazia , un’esperienza formativa importante per la mia crescita umana e cristiana oltre che associativa ed un’occasione propizia per stabilire rapporti relazionali amicali con tante persone e per tutto questo ringrazio immensamente il Signore. Nella sua nomina Mons. Oliva mi esortava “ mi attendo un impegno senza riserve perchè nell’A.C. si rafforzi la testimonianza cristiana, germogli la grazia della fraternità e della fedeltà al Magistero….ed ancora Non avere paura di proporre la via alta della santità che tanti uomini e donne dell’AC hanno saputo
percorrere nel corso della sua storia” …ed a tali esortazioni ho cercato di rispondere con tutto il mio impegno , anche se pur con tutti i miei limiti.
Certo , in questi tre anni insieme ai momenti di gioia, di entusiasmo , di condivisione, non sono mancati momenti di scoraggiamento, durante i quali mi sono sentita impotente, preoccupata per l’andamento della nostra associazione, sebbene non mi sia mancato il sostegno dei membri della presidenza diocesana, degli assistenti e di tutto Consiglio diocesano. Per quanto è stato possibile, infatti abbiamo cercato di camminare in cordata, pur con tutte le nostre fragilità e gli inevitabili “incidenti di percorso”, ma grazie a Dio ognuno ha dato il suo contributo per la risoluzione dei problemi e per la realizzazione di iniziative , qualcuna delle quali anche molto impegnativa, come la festa diocesana e l’allestimento della connessa Mostra celebrativa per i 150 anni dell’AC e i 110 anni della nostra Associazione diocesana , occasione che ci ha gratificati con la presenza del Presidente nazionale Matteo Truffelli. Si è cercato di operare sempre collegialmente, le decisioni sono state prese insieme, in maniera condivisa, puntando sull’ampliamento degli organismi istituzionali; è per questo che in questo triennio sia la Presidenza che il Consiglio diocesano sono stati concepiti in un’ottica di corresponsabilità allargata: Il Consiglio diocesano allargato al Comitato dei presidenti parrocchiali e la Presidenza diocesana allargata agli incaricati unitari ( adesione, Ave, Promozione associativa, lab. Formazione )

Verifica “status associativo” alla luce del Documento nazionale
Anche il percorso di preparazione a questa Assemblea elettiva è stato svolto in maniera sinodale, seguendo la traccia di lavoro proposta nel documento preparatorio della XVII Assemblea nazionale elettiva “ Ho un  popolo numeroso in questa città” che ci è stato inviato dal Centro nazionale, sul quale abbiamo riflettuto come Consiglio diocesano, unitamente al Comitato Presidenti parrocchiali e che è stato oggetto di riflessione anche nelle parrocchie durante il percorso assembleare parrocchiale. E’ stata stilata infine una sintesi delle riflessioni emerse e delle scelte concordate , che è stata inviata , come richiesto, al Centro nazionale ed a tutti i presidenti parrocchiali , perché divenga parte integrante della programmazione per il prossimo triennio.
Al tema del Popolo è stato dedicato il Convegno delle presidenze diocesane già nell’aprile del 2018 con l’intento di “lavorare per conoscere e far conoscere, comprendere, attuare l’ Evangeli Gaudium”. e ci si è soffermati a capire cosa significa e cosa comporti – in quanto associazione e in quanto Chiesa- essere “popolo di Dio in cammino nel mondo verso Dio” ( ’Evangeli Gaudium 111-113 ) Quest’anno l’argomento è stato riproposto, sotto un altro profilo, quello di “ un popolo che abita nella città con uno sguardo contemplativo” , come tema della XVII Assemblea nazionale elettiva, che noi abbiamo condiviso e che, come ho già detto, ha guidato il nostro percorso di preparazione a questa assemblea.
Per procedere ad una seria ed oggettiva verifica della nostra realtà associativa alla luce della Parola, siamo stati invitati a meditare le lettere contenute nell’Apocalisse, dettate da Gesù Risorto a S. Giovanni. Anche noi, come le comunità di Efeso, di Smirne , di Sardi, di Laodicea ci siamo lasciati interrogare sullo “stato di salute” della nostra Associazione, sul cammino svolto nel triennio appena concluso ed abbiamo tentato di progettare nuovi percorsi per il prossimo triennio.
Siamo consapevoli che i tempi in cui viviamo e nei quali ci troviamo ad operare risultano problematici: la scristianizzazione della società e la riduzione della rilevanza pubblica della Chiesa in Italia, nonchè la crisi dell’associazionismo in generale inevitabilmente hanno avuto i loro riflessi sulla nostra Associazione : stiamo infatti sperimentando un calo di “passione associativa” da parte degli aderenti e la frenesia dei tempi moderni, con gli innumerevoli impegni da assolvere non fanno che rallentare il cammino associativo ed impedire la realizzazione di tanti progetti. Ma ci rendiamo conto che questo è il NOSTRO Tempo, non ce n’è dato un altro migliore, o più conforme ai nostri progetti, più corrispondente alle nostre attese ed è in questo che dobbiamo operare . Un tempo in cui la proposta associativa dell’AC può forse apparire ormai superata, anacronistica, per cui è necessario riprendere piena consapevolezza della scelta che spontaneamente abbiamo operato, occorre riscoprire la bellezza del nostro Statuto , la Natura ecclesiale e l’Impegno religioso apostolico dell’Associazione ; oggi più che mai dobbiamo ricaricarci di passione per l’A.C e per la Chiesa.
Nella traccia di lavoro proposta dal Centro nazionale veniva evidenziato che Questo è il tempo per chiederci non tanto “chi siamo?”, quanto “per chi siamo? Siamo un’associazione che con tutti i suoi limiti si sforza di seminare speranza nella nostra realtà ecclesiale e che ha l’obiettivo di mettersi a servizio della realtà e del territorio in cui siamo radicati per tentare di essere un punto di riferimento per le altre realtà ecclesiali. Siamo invitati perciò a tenere sempre presente ciò che Papa Francesco ci ha ricordato che “La missione non è un compito tra i tanti nell’Azione Cattolica, ma
è il compito” e che Siamo chiamati a vivere il tempo della prossimità come antidoto alla “globalizzazione dell’indifferenza”. Ci rendiamo conto che come laici di AC non possiamo restare solo a guardare il mondo che ci circonda, ma che dobbiamo sforzarci di agire dentro i contesti in cui viviamo con la speranza di riuscire ad essere testimoni credibili del Vangelo.
Siamo chiamati a promuovere la cultura della fraternità, ….“la nuova frontiera del cristianesimo”, come afferma papa Francesco; occorre che ci impegniamo ad essere uomini e donne di Pace negli ambienti di lavoro e nella comunità civile ed ecclesiale, a collaborare con le altre realtà associative e promuovere momenti di incontro fra diverse realtà ecclesiali per chiederci che cosa possiamo e vogliamo costruire insieme agli altri per il bene di tutti.

Gli orientamenti programmatici triennali: Obiettivi e verifica
Gli orientamenti programmatici che ci sono stati consegnati dal Centro nazionale ad inizio triennio indicavano alcune piste da seguire nei nostri percorsi formativi ed alcuni requisiti che i soci di AC avrebbero dovuto cercare di maturare in questo triennio e cioè : essere Laici associati radicati nella Chiesa locale (laici che sentono la parrocchia come principale luogo di servizio in comunione con i presbiteri e sono attenti ai problemi del territorio ) ; Laici capaci di discernimento ( chiamati ad imparare a comprendere la volontà di Dio per la nostra esistenza e ad individuare delle priorità nel compiere scelte personali e comunitarie) ; Discepoli-missionari ( persone che vogliono condividere la gioia di aver incontrato il Signore e che scelgono di farsi compagni di strada nel percorso di fede dei fratelli che ci vengono accanto) ; Laici capaci di vivere una vita spirituale radicata dentro il mondo ( che curano la propria interiorità ed alimentano la propria spiritualità con l’ascolto costante della Parola e l’amore per il prossimo e per il mondo) ed infine Laici che prestano attenzione alla loro storia associativa ( Una storia lunga più di 150 anni ) per riscoprire la bellezza del camminare insieme nell’incontro con il Signore.
Il cammino del triennio , inoltre, è stato guidato da tre verbi che richiamavano la logica dell’Incarnazione e segnavano le tappe di un itinerario in uscita costante verso il cuore dell’uomo , ciascuno dei quali connesso ad un passo del Vangelo dell’anno, che hanno orientato in modo unitario il percorso formativo degli aderenti : il primo anno custodire con l’icona biblica dal Vangelo di Marco 12, 41-44 della vedova che offre nel tempio “ Tutto quanto aveva per vivere” , il secondo anno generare con l’icona biblica dal Vangelo di Luca 10,38-42 di Marta e Maria “Di una cosa sola c’è bisogno” che sollecitava a generare stili di vita nuovi facendo sintesi tra l’ascolto della parola e l’agire dando la priorità alla vita interiore ; in questo ultimo anno abitare, con il brano di riferimento Mt 25,31-46 “ Lo avete fatto a me” con l’invito a prendere residenza là dove il Signore si rende presente, soprattutto nei bisogni dei poveri.
Seguendo questi orientamenti, ad inizio del triennio come presidenza diocesana ci siamo dati degli obiettivi prioritari : puntare la nostra attenzione sulle parrocchie , mirare alla formazione dei
responsabili, puntare sulla promozione Associativa , allo scopo di rafforzare l’associazione li dove c’è, di completarla dove è incompleta , di suscitarla lì dove manca .
In questa prospettiva abbiamo cercato di visitare le parrocchie e decentrare gli appuntamenti diocesani, rendendo itineranti gli incontri di spiritualità, ( il cosiddetto Polmone spirituale) , ritrovandoci in gruppo nelle varie parrocchie , ben consapevoli delle difficoltà che in ciascuna di esse si incontravano ( e purtroppo continuano ad incontrarsi) a svolgere un regolare cammino associativo e sperando nel coinvolgimento della comunità parrocchiale a questi momenti di preghiera e riflessione. Gli incontri hanno dato complessivamente un esito positivo, perché son serviti a stabilire rapporti relazionali positivi ed a risvegliare le parrocchie ospitanti , ma non hanno prodotto grandi cambiamenti nei cammini associativi parrocchiali o stimolato maggiore passione associativa negli aderenti.
E’ stato ripreso il Laboratorio della formazione , già precedentemente avviato e si è pensato di svolgerlo nella sede centrale diocesana , per agevolare la partecipazione di tutte le parrocchie , ma , sebbene sia stato condotto con competenza e dedizione da parte delle responsabili, che ringraziamo di cuore, ha lasciato però delle perplessità perché da parte delle parrocchie non c’è stata la risposta che ci si attendeva in quanto solo pochi animatori /educatori sono stati sensibili alla chiamata, e non è stato così possibile raggiungere in pieno gli obiettivi prefissati. La nostra maggiore preoccupazione, pertanto, continua ad essere la carenza di figure di responsabili, formati e maturi, capaci di porsi alla guida dell’associazione con spirito di servizio e di abnegazione. Per il futuro forse, per facilitare la partecipazione sarà preferibile proporre gli incontri , come si era inizialmente ipotizzato , nelle parrocchie o al massimo a livello vicariale. Per quanto riguarda la promozione associativa, purtroppo, non siamo riusciti a soddisfare il desiderio del nostro vescovo di avere l’A.C. in tutte le parrocchie della diocesi; infatti, se grazie alla collaborazione ed all’impegno di don Massimo Nesci, che voglio ringraziare anche pubblicamente, siamo riusciti a far  rinascere l’Associazione parrocchiale di Marina di Gioiosa, spenta da oltre un ventennio, e che quest’anno ha svolto con entusiasmo la sua prima assemblea elettiva, non siamo altresì riusciti a proporla in altre parrocchie , perché ci è mancato il necessario supporto locale , né siamo riusciti ad alimentare nelle
parrocchie più piccole e più lontane dal centro diocesano quel fervore necessario per condurre un regolare vivace cammino formativo associativo. Due parrocchie, inoltre, Cirella e Bianco, non hanno ancora svolto la loro assemblea elettiva per il rinnovamento degli incarichi e sono in via di discernimento, ma oggi una loro rappresentanza è presente a questa assemblea , per cui vogliamo augurarci che la gioia di ritrovarsi insieme come famiglia e gli stimoli derivanti dall’intervento di Adelaide e dalle riflessioni comuni servano a ridare slancio e vitalità agli ideali associativi , forse un pò sopiti. Affidiamo al Signore ed all’intercessione di Maria entrambe le associazioni parrocchiali perché possano rinascere presto a vita nuova.
Attualmente quindi l’AC è presente in 14 parrocchie della diocesi, ma è attiva solo in 12 ; è completa di tutte le articolazioni in 8 parrocchie, in altre 4 è presente solo il settore adulti. Sarà necessario intensificare l’impegno in questa direzione e sostenere con più vigore le piccole cellule per riuscire a consolidare l’organismo associativo.
Non mi soffermo sui percorsi diocesani compiuti dalle articolazioni, sulle iniziative e le occasioni di formazione proposte in questo triennio dalle singole equipe , su questo interverranno poi i responsabili ; solo un cenno penso vada fatto a quelli che sono stati anche in questo triennio gli appuntamenti diocesani unitari ormai consolidati nel tempo, tutti abbastanza partecipati perché svolti essenzialmente di domenica, ( pur penalizzando la nostra vita familiare..) : le Assemblee di inizio e fine anno associativo, i Ritiri di Avvento e Quaresima , gli Esercizi spirituali in Quaresima , l’annuale Festa diocesana della Pace , da sempre itinerante, e da alcuni anni unitaria, i campi estivi per tutte le articolazioni Acr , giovani ed adulti.
Due iniziative interessanti proposte dal Centro nazionale ed accolte dalla nostra diocesi in quest’ultimo anno mi piace evidenziare: La peregrinatio dell’effige Mariana della domus Mariae per tutte le diocesi d’Italia,( noi l’abbiamo ricevuta dalla diocesi di Lamezia e l’abbiamo consegnata alla diocesi di Reggio) ed il progetto Thelethon , iniziativa che ci ha consentito, attraverso la vendita di cuori di cioccolato nelle piazze dei nostri paesi , di effettuare la raccolta di danaro a sostentamento della ricerca sulle malattie genetiche rare e di contribuire così alla realizzazione del bene comune, da sempre obiettivo primario per l’A.C. .
Gli appuntamenti regionali e nazionali ci hanno visti quasi sempre presenti ed attenti alle proposte che venivano avanzate, anche se queste non sempre hanno avuto una consequenziale concretizzazione a livello locale.
Anche in questo triennio , inoltre, hanno affiancato l’A.C. due movimenti che operano in sintonia con l’associazione, anzi a dire il vero, e questo è un limite che riscontriamo, sono composti quasi esclusivamente dagli stessi aderenti :
– il MLAC , che ha proposto in diocesi l’annuale veglia del 1° maggio, festa di S. Giuseppe lavoratore e lo scorso anno un convegno di respiro regionale e che cerca di collaborare con la pastorale
diocesana del lavoro, la Caritas, il Progetto Policoro;
– il MIEAC , che ha avuto un periodo di stasi , a causa dell’imprevisto trasferimento per motivi di lavoro della presidente in carica, ma che si è poi ripreso da quando si è provveduto alla nomina di
una nuova presidente. Infatti già lo scorso anno si è riusciti a realizzare un progetto di alternanza scuola-lavoro , grazie al protocollo d’intesa stipulato tra l’A.C. diocesana ed i Licei Mazzini di
Locri, ed è stato svolto un convegno sull’Amazzonia coinvolgendo sempre gli alunni della stessa scuola. Di recente il movimento ha registrato anche l’adesione di alcuni membri esterni all’A.C.
per il futuro riteniamo sia necessario attivarsi perché i due movimenti trovino una maggiore consistenza ed autonomia dall’Associazione, anche se dovranno essere sempre affiancati , sostenuti ed incoraggiati dall’A.C..
Certamente come associazione diocesana abbiamo tante cose da migliorare e da modificare, scarsa infatti è risultata purtroppo, in questo triennio , la nostra visibilità sul territorio: l’interesse per il bene comune è rimasto un fatto solo individuale o tutt’ al più interno all’associazione, modesta l’attenzione verso l’impegno politico e la sollecitazione a mettersi in gioco per prestare il proprio servizio alla società, testimoniando la gratuità evangelica, poco incisiva la risposta ai problemi dei giovani , degli anziani, degli immigrati, ed a tutte le problematiche connesse alla nostra realtà territoriale. Bisognerà intensificare il nostro impegno in questa direzione e soprattutto sollecitare i giovani all’ attenzione a queste problematiche e stimolarne il loro impegno, puntare sulle forze più fresche per dare all’Associazione una ventata di innovazione , di creatività e di cambiamento, naturalmente accompagnandoli sempre e prima di tutto con la preghiera , poi con i consigli.
Per questo credo sia necessario guardare anche al bello della nostra Associazione, far emergere il buono che è stato fatto nei 110 anni di servizio alla Chiesa di Locri-Greace, con la volontà di proseguire il cammino di chi ci ha preceduto, delle tante persone innamorate dell’AC come Mariuccia Ursino, Emma Misiti, Franco Bono, per citare alcuni di quelli che non ci sono più e che hanno speso la loro vita per l’AC rendendola fiorente e presenza significativa nella Locride, ma anche di tutti gli altri presidenti diocesani che si sono avvicendati e che si sono adoperati affinché la nostra Associazione svolgesse un servizio qualificato nella nostra chiesa locale e nel nostro territorio: Tonino Chirillo, Silavana Pollichieni, Carmelo Caccamo, Antonella Romeo, che sono qui presenti e ad
i quali vorrei dire il nostro Grazie! Sulle loro tracce bisogna continuare a camminare , consapevoli che non possiamo vanificare il loro impegno ed i tanti sacrifici da loro compiuti , la loro passione nel mantenere viva e vigorosa l’A.C nella nostra diocesi.
Sappiamo bene che se vogliamo veramente far rifiorire la nostra associazione dovremo sentirci tutti corresponsabili ed impegnarci seriamente a mettere in pratica quello che professiamo , a curare di più la nostra interiorità per trovare la forza di agire nel quotidiano , collaborando concretante alla realizzazione del bene comune ed al miglioramento della società . Son sicura che con l’ aiuto del Signore e sotto la materna protezione di Maria, alla fine ce la faremo e voglio credere che il lavoro che è stato svolto finora, specie da chi ci ha preceduto, possa risultare proficuo per la crescita di tutti i soci sia sul piano personale che su quello comunitario, possa segnare un passo in avanti nel cammino di santità a cui ciascun aderente è chiamato e possa aiutarci a vivere sempre più la “scelta religiosa” come capacità di coniugare il primato dello Spirito e la passione per la Chiesa con la corresponsabilità personale, l’ impegno per la città, per la giustizia e per la pace.

Ringraziamenti e scuse
Infine sento il bisogno di ringraziare e chiedere scusa: ringraziare il nostro Vescovo per la stima e la fiducia accordatemi, per il sostegno e l’incoraggiamento che ha rivolto alla nostra Associazione, anche quando, come oggi, non ha potuto garantire la sua presenza per più urgenti impegni pastorali. Ringraziare gli Assistenti diocesani, p. Gianfranco, p. Gio e don Rocco perché si sono sforzati di conciliare i loro numerosi impegni parrocchiali e diocesani, con le nostre necessità associative; grazie ai membri del Consiglio diocesano , nessuno escluso, compresi quelli che sono stati spesso assenti per motivi di lavoro o per esigenze personali e quelli che sono subentrati in itinere, per colmare qualche lacuna; grazie ai membri della presidenza diocesana allargata, che hanno sopportato le mie continue convocazioni, per prendere decisioni il più possibile condivise; grazie a tutti coloro che hanno ricoperto incarichi di responsabilità associativa a livello diocesano e parrocchiale in questo triennio ed al Comitato dei presidenti parrocchiali che è stato parte integrante del Consiglio diocesano. Grazie a tutte le associazioni ed ai rispettivi Consigli parrocchiali, che hanno reso possibile la realizzazione degli incontri di spiritualità itineranti e ci hanno accolti sempre con affetto; ai parroci/assistenti che , compatibilmente con gl’ impegni, relativi al loro ministero pastorale, hanno accompagnato il percorso di formazione degli aderenti . Un grazie particolare permettetemi di rivolgerlo al segretario diocesano , Carmelo Caccamo che è stato mio sicuro punto di riferimento ed aiuto prezioso per tutti gli adempimenti burocratici, oltre che mio accompagnatore negli spostamenti più difficoltosi , per raggiungere le parrocchie più lontane o nei percorsi più lunghi per partecipare alle convocazioni regionali ed un altro grazie ad Anna Bella e Barbara Agostino, mie fedeli compagne di viaggio nelle Convocazioni diocesane , che hanno sempre sopperito alle mie difficoltà di guida serale. Grazie a tutti voi qui presenti ed a tutti i soci assenti.
Chiedo scusa , invece, per tutte le mie inadempienze e la pochezza delle mie risorse umane, certo non determinate da mancanza di volontà, bensì dalla mancanza di energie fisiche e mentali determinate dall’età; sono un’adultissima ormai e gradualmente le forze vengono meno, gli acciacchi si intensificano, anche se rimangono inalterati l’amore per l’A.C. e la passione associativa. Chiedo scusa per l’impulsività del mio carattere e le mie ansie che hanno forse avuto un riflesso negativo anche sugli altri , chiedo scusa se a volte sono stata assillante con i miei messaggi su whatsApp o con le mie telefonate per sollecitare impegni o prendere decisioni condivise, chiedo ancora scusa ai componenti “aggiunti” della presidenza diocesana , che sono stai chiamati ad un surplus di responsabilità e di convocazioni, alcune delle quali, forse, avrei potuto evitare, …ma, non vogliatemene, sono “vecchietta” ormai ed ho sentito il bisogno di più di un bastone a cui appoggiarmi… Scusatemi tutti ed ancora grazie di cuore e buon lavoro al Nuovo Consiglio che prenderà il via da questa Assemblea e che mi auguro sia composto principalmente da giovani.

La presidente diocesana
Veneranda Musuraca