Ecco concluso il nostro primo campo Interdiocesano, realizzato grazie alla cooperazione tra la diocesi di Locri- Gerace e la diocesi di Oppido Mamertina-Palmi. Quest’anno il camposcuola interdiocesano del Settore Giovani dal titolo “Un senso di te”, aveva come tema la meraviglia: nel presente, nella vita di fede, nelle relazioni, con uno sguardo rivolto al futuro, verso le proprie prospettive e i propri sogni, riuscendo a vivere di stupore, a partire dalle piccole cose, tutto ciò riappropriandosi dei propri “5 sensi”. Il campo si è tenuto presso l’Hotel San Francesco Casa del Pellegrino di Paola, durante questi 4 giorni abbiamo messo a fuoco i nostri 5 sensi per avere una visione diversa di se stessi e del prossimo. Il primo giorno arrivati a Paola abbiamo celebrato messa al Santuario di San Francesco e a seguire abbiamo fatto un gioco di conoscenza, di presentazione, dando “il via” al nostro cammino…
Durante il pomeriggio abbiamo avuto la possibilità, attraverso una visita guidata al Santuario e al Convento, di ammirare tutti i luoghi di preghiera di San Francesco. In seguito siamo andati il hotel ! E dopo aver sistemato le valigie nelle nostre camere abbiamo dato il via alle attività. Essendo il primo giorno abbiamo dato uno sguardo generale ai 5 sensi e ci siamo soffermati molto sulla conoscenza facendo lo “speed date”, un “faccia a faccia” nel quale mediante domande e risposte seppur in poco tempo (avevamo a disposizione solo 3 minuti) siamo riusciti a cogliere aspetti del carattere e particolarità dell’altro. In serata ci siamo dedicati alla veglia sotto le stelle, momento di riflessione dove abbiamo capito che vista, udito, tatto, gusto e olfatto sono il punto di partenza per captare il bello delle cose che ci circondano e per confrontarsi con le persone che incontriamo quotidianamente e con Dio. Il secondo giorno abbiamo analizzato il primo senso, ovvero l’olfatto, facendo un’attività che richiedeva di riconoscere le spezie tramite questo senso ed esprimere cosa provavamo o quale ricordo ci era riaffiorato nella mente. È stato emozionante ascoltare i ricordi di tutti poichè quasi sempre l’odore veniva associato ad un ricordo dell’infanzia. Durante il pomeriggio abbiamo messo alla prova il gusto facendo un’attività nella quale eravamo bendati e dovevamo riconoscere quale alimento avessimo in bocca nonostante fossimo svantaggiati tenere in bocca un cubetto di ghiaccio, il quale funge da anestetizzante per le papille gustative, non riuscendo di conseguenza a capire la differenza tra il dolce e l’amaro e tra l’insipido e il salato. Nonostante fosse solo il secondo giorno non sono mancati i divertimenti e le feste. Abbiamo fatto una festa a tema floreale dove ci sono stati molti giochi divertenti e coinvolgenti ed infine ci siamo scatenati in pista con dei balli di gruppo. Il terzo giorno abbiamo posto l’attenzione sul tatto e, grazie all’attività dell’abbraccio abbiamo capito che, il tatto fa parte delle relazioni che viviamo, ci permettono di creare, manipolare, toccare gli altri. Non è un fattore scontato toccare fisicamente e lasciarsi toccare, non tutti ci stringono la mano… però quando lo fanno è una sensazione piacevole piena di amicizia. Dopo aver concluso questa attività abbiamo avuto la testimonianza di Roberto, un ragazzo ipovedente. Roberto, raccontandoci le sue esperienze di vita, ci ha fatto capire che, nonostante l’assenza della vista è riuscito a sviluppare maggiormente gli altri sensi grazie anche al sostegno della famiglia e degli amici. Pomeriggio, dopo aver ascoltato un passo biblico abbiamo compreso che è importante mettersi in ascolto degli altri e ciò vuol dire che in quel momento non c’è niente e nessuno di più importante di chi ti sta davanti, anche se molte volte riuscire ad imparare ad ascoltare diventa difficile. In seguito abbiamo vissuto il deserto, che ci ha permesso di pensare intensamente su come utilizziamo i 5 sensi nella nostra vita, inoltre abbiamo avuto un momento di confessione dove abbiamo avuto la possibilità di “gustare” Gesù a pieno e con tutti i sensi. Giunti all’ultimo giorno abbiamo posto l’attenzione sul quinto e ultimo senso: la vista. Abbiamo “visto” la differenza fra 3 parole: osservare, guardare e vedere. Facendo un gioco ci siamo accorti che osservando un qualcosa o qualcuno captiamo tutti i dettagli nei minimi particolari aguzzando la vista. Guardando, scegliamo intenzionalmente qualcosa da guardare tralasciando i particolari che ci circondano. Invece vedere mette in atto solo il senso della vista, accorgendosi o notando qualcosa attraverso gli occhi.
Nonostante fosse un’esperienza nuova è stata altrettanto incredibile: in quanto ho conosciuto persone speciali con cui ho condiviso risate, emozioni, sorrisi e soprattutto grazie al confronto sono riuscita ad arricchirmi e ad essere più consapevole del significato dei 5 sensi in modo da utilizzarli non solo per me stessa ma anche per il prossimo. Sono fiera di far parte di questa bellissima e sempre più grande famiglia che è l’AC dove, anno dopo anno, grazie a queste esperienze mi lascia un segno indelebile.

Lucia Dimasi
Parrocchia Annunciazione di Stignano