franco-mariarosaria-bono_minNel giorno in cui si apre solennemente il Sinodo straordinario sulla famiglia  “Le sfide pastorali della famiglia nel contesto   dell’evangelizzazione”, vogliamo inaugurare la sezione TESTIMONI del nostro sito diocesano  ricordando

 

Franco BONO
e Maria Rosaria DE ANGELIS

Cenni biografici predisposti per l’inaugurazione del sito del consultorio (28.5.2010)

Francesco BONO, Franco per tutti, nasce a Nicastro (Cz) – ora Lamezia Terme – il 25.10.1948 da Pasquale e Teresa FELLETI, originari di Bianco (RC), ma ivi trasferiti per motivi di lavoro del padre finanziere. Formatosi nelle file dell’Azione Cattolica di Nicastro, sotto la guida illuminata dell’allora assistente, e poi vescovo in Campania, mons. Mario MILANO, intraprende gli studi di medicina, si laurea e in seguito si specializza in anestesia e rianimazione, ed in cardiologia.

Nel 1975, tornato nella Locride, è medico presso l’Ospedale Civile di Locri, ove resterà in servizio fino a divenire aiuto, ed “anima”, del reparto di rianimazione del presidio ospedaliero. Qui conosce Maria Rosaria DE ANGELIS, allora studentessa, nata a Locri il 7.10.1955 da Giuseppe, medico veterinario originario di Roccella Jonica, e Chiara MARANDO, i quali danno ai figli una solida  educazione cristiana.

Franco con Maria Rosaria, che diverrà pure medico di base, si fidanza, e si sposa in Assisi il 7.10.1978; stabilitisi a Locri, avranno cinque figli: Pasquale, Teresa, Giuseppe, Carlo Maria, e l’ultimo, Francesco, chiamato come il padre, che nascerà nel 1996, dopo la morte di lui. Entrambi si impegnano nella vita ecclesiale, e nella pastorale familiare: Maria Rosaria diverrà responsabile del movimento dei focolari  nella Locride, mentre Franco sarà per nove anni dal 1983 al 1992 Presidente Diocesano di Azione Cattolica, con ivescovi TORTORA e CILIBERTI. Insieme hanno guidato per lunghi anni i corsi diocesani di preparazione al matrimonio cristiano.

In seguito Franco fonda il MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale di AC) in diocesi, e partecipa nel 1995, con Maria Rosaria, al convegno ecclesiale di Palermo, tornando dal quale detta per tutti le linee dell’impegno pastorale futuro:

1. recupero della legalità e della pubblica moralità;

2. promozione del senso sociale e di una cultura della partecipazione;

3. approfondimento e dispiegamento della dottrina sociale cristiana;

4. ricerca di nuove forme di economia solidale.

Già prima, all’inizio del 1993, diviene Sindaco della città di Locri, alla guida di una esperienza di rinnovamento, che non dura nel tempo più di un semestre, ma lascia il segno nel ricordo unanime della validità del tentativo, e nella quale aveva profuso le sue indiscutibili capacità con abnegazione e spirito di sacrificio per una politica di vero servizio.

Chiamato dal vescovo BREGANTINI ad organizzare il germe della consulta diocesana delle aggregazioni laicali, prima della riunione già fissata per dopo Pasqua, il 6 aprile del 1996, sabato santo, resta vittima di un grave incidente su una pista artificiale di bob in Sila, ove riesce a salvare il quarto figlio, ma non sopravvive e muore in Catanzaro il 24.4.1996. L’assistente regionale dell’AC, mons. Gabriele BILOTTI, lo ha salutato come figlio esemplare, padre eccezionale, amico amabile, cristiano da imitare, nel suo scritto intitolato a «un altro amico in cielo»; l’AC Regionale gli ha intitolato la scuola di formazione civica itinerante, che ha vissuto la sua esperienza in varie diocesi della Calabria dal 1997 in poi.

Maria Rosaria, abbracciato il suo profondo dolore con la fede in DIO AMORE, si dedica ai figli e riprende l’attività professionale, che vive come missione, continuando nel suo impegno ecclesiale, fino all’improvvisa scoperta di un tumore che la fulmina in poco più di un mese; raggiunge il suo Franco il 15.12.2000, dopo aver edificato, con il suo “si”alla volontà di DIO, i figli e tutti i suoi cari che hanno condiviso la sua serena e lucida agonia. Chiara LUBICH, nel comunicare la notizia della sua dipartita a tutto il movimento dei Focolari, che la aveva vista perno instancabile di unità nella comunità di Locri, ha scritto queste parole: «pensiamo che la Madonna sia venuta a prenderla per accompagnarla subito in Cielo». Tutti coloro che hanno conosciuto Franco e Maria Rosaria possono ricordare le loro profonde doti umane e cristiane, di persone dolcissime, sempre pronte al dialogo paziente, al confronto meditato delle idee, e che hanno veramente incarnato l’ideale cristiano del vivere in maniera straordinaria l’ordinarietà.

Il vescovo padre GianCarlo BREGANTINI, nella messa esequiale di Franco, da tutti sentita come una celebrazione di resurrezione, ha espresso la sua commozione per la perdita di un “caro amico, consigliere fidato”, soffermandosi più volte sulla sua capacità di coniugare fede e intelligenza, mettendo quest’ultima a servizio della prima; nell’omelia per i funerali di Maria Rosaria, poi, dirà di lei  che «colpiva il suo sorriso, il suo ottimismo, la sua capacità di cogliere con delicatezza e precisione il centro di ogni cosa complessa, per renderla semplice, chiara, facile, vera; perché sapeva leggere la vita in termini di essenzialità evangelica, quasi di eternità»

La Chiesa di Locri Gerace nel 2006 ha dedicato a Franco e Maria Rosaria il consultorio familiare di ispirazione cristiana, e padre Giancarlo, nel salutare la diocesi, ha chiesto di predisporre il materiale per una possibile causa di beatificazione di questa coppia, della quale aveva scritto: «l’una per l’altro nella corsa verso il paradiso; vette di mistero, eroismo nel presente, professionalità nel servizio, accoglienza nella vastità incomprensibile della volontà di DIO; mano tesa alla santità che attrae».

Durante la Veglia di Pentecoste, celebrata nella Cattedrale di Locri il 18 Maggio del 2013, si è insediato il Tribunale che deve istruire il Processo informativo sulla vita, virtù e fama di santità dei Servi di Dio Franco Bono e Maria Rosaria De Angelis.