È questo il titolo del camposcuola diocesano 2016 che si è svolto a Torre di Ruggiero dal 20 al 23 agosto, e a cui hanno partecipato i giovani di Azione cattolica della Diocesi di Locri-Gerace.

Una delle affermazioni da cui siamo partiti il primo giorno è stata “staccare la spina” o per meglio dire “riattaccarla”: infatti, come diceva Papa Benedetto XVI, l’estate ci offre l’opportunità di un tempo che può essere riempito di significato, ma molte volte noi non lo capiamo e quindi cerchiamo di fare il meno possibile per riposarci o stare attaccati a mezzi elettronici. Ma alla fine, questo che noi chiamiamo “tempo libero” diventa un tempo vuoto che in poche parole non serve a niente.
Al campo invece abbiamo potuto “riattaccare la spina” e “accendere questo tempo apparentemente vuoto”, dandoci da fare, nessuno escluso come membra che mettono in moto un unico corpo che è appunto l’Azione Cattolica.
Come ha detto Padre Giovanni, assistente diocesano per il settore giovani, infatti, l’A.C. è una cosa sola, un grande organo e noi tutti ne facciamo parte, svolgendo ognuno un ruolo diverso e importante ma se solo una persona tra tutti noi non contribuisse, quest’organo non funzionerebbe correttamente.
Durante le giornate di campo abbiamo imparato il rispetto per la natura e per le cose che ci circondano, ma soprattutto a non dar per scontato niente, e di vivere giorno per giorno non tralasciando nulla, e facendo attenzione a non svuotare il tempo della nostra vita, ma al contrario spenderlo per aiutare gli altri. Abbiamo imparato il rispetto per il tempo; quest’ultimo non va mai sprecato, e se ce ne rimane libero bisogna viverlo con gli altri, perché questi sono i momenti più belli…

Sin dal primo giorno ci siamo divertiti tantissimo…Appena arrivati a destinazione dopo aver sistemato le camere abbiamo subito iniziato a fare delle attività che ci hanno permesso di entrare in relazione e a conoscerci tra di noi. Già dal primo giorno siamo stati divisi in tre gruppi (ore, minuti, e secondi), e ogni gruppo doveva darsi da fare.
Ogni mattina inoltre ci veniva dato un Today, in cui era segnato il programma del giorno in cui erano presenti anche degli spunti di riflessione e dei giochi per i momenti di relax.

In questo primo giorno abbiamo avuto la fortuna di avere degli ospiti, sia presenti fisicamente, come la presidenza diocesana nelle persone di Antonella, Zemira, Antonella e Carmelo e sia attraverso dei video girati per noi da Michele Tridente, vicepresidente nazionale per il settore giovani, e Don Tony Drazza, assistente centrale per il settore giovani, che ci hanno parlato della loro dedizione e passione in associazione e ci hanno incoraggiato a dare il meglio in questa esperienza facendo tesoro dell’esperienza del gruppo e dell’esercizio della corresponsabilità.
Nel pomeriggio abbiamo dovuto rispondere a un questionario anonimo riguardante la nostra esperienza in A.C,  e per fortuna, grazie all’aiuto del tutor Totò ce l’abbiamo fatta…ma la giornata non si è conclusa certo così, abbiamo avuto anche la visita da parte del Vescovo Francesco Oliva, con cui abbiamo vissuto un momento di preghiera di apertura del campo scuola. Anche lui nella sua riflessione ci ha invitato a non pensare al tempo come a una scatola da riempire ma un’occasione da vivere. Ci ha anche detto che si aspetta molto da noi! In serata, dopo cena, abbiamo preso tutti parte ad una serata comunitaria in cui ci siamo divertiti molto ridendo e scherzando insieme!
Il giorno seguente, domenica 21 agosto, con un lieto risveglio senz’acqua, dopo le lodi e la colazione abbiamo iniziato una splendida giornata che aveva come filo conduttore il “tempo della meraviglia” con delle attività una più interessante e coinvolgente dell’altra. Dopo la visione del cortometraggio “La Pagella” noi del gruppo dei minuti insieme a ore e secondi siamo stai protagonisti di una caccia al tesoro alla scoperta dei piccoli gesti che ciascuno di noi riceve nella propria quotidianità, doni preziosi per chi li riceve e per chi li osserva. Questa attività consisteva nel trovare degli indizi e superare delle prove che ci avrebbero portati al tesoro, e ce l’abbiamo fatta facendo gioco di squadra.
Alla fine della caccia ognuno di noi è stato ripagato con un gesto di meraviglia: una lettera da parte dei nostri genitori, fatta scrivere a sorpresa prima di partire dai nostri responsabili parrocchiali…nel leggere quelle lettere scritte con tanto amore tutti ci siamo emozionati, anche se qualcuno ha esternato in modo più evidente il suo stato d’animo. Ma non era finita mica qui, infatti dopo aver letto le lettere da soli, facendo tesoro del momento, abbiamo avuto modo di condividere in gruppo quel gesto inaspettato per poi scrivere anche noi una ai nostri genitori, e anche qui non abbiamo potuto non esternare le nostre emozioni e i nostri sentimenti. La frenesia dei nostri impegni o anche semplicemente la routine non ci permette di assaporare le relazioni che viviamo quotidianamente, eppure, c’è qualcosa o qualcuno che ha la capacità di lasciarci a bocca aperta, di accendere il nostro cuore.
Dopo aver mangiato e aver fatto il nostro dovere, sparecchiando e pulendo, ecc…
abbiamo iniziato la seconda parte della giornata “… tempo per e con Dio!” con un momento di deserto guidato vissuto nei luoghi attorno al santuario, occasione per impiegare del tempo per fare silenzio, momento di ritiro con l’obiettivo di aiutarci a prendere consapevolezza che il Signore è presente nella nostra vita e sta al nostro fianco sempre e comunque. Attraverso questo momento di preghiera abbiamo anche contemplato l’importanza del tempo nelle nostre vite, ci è stata di aiuto una linea del tempo su cui ripercorrere i nostri momenti significativi e soffermandoci sul brano del Vangelo «Venite in disparte in un luogo solitario e riposatevi un po’» (Mc 6,31) alcuni testi di brani musicali ci hanno aiutato a riflettere! La serata comunitaria stavolta organizzata da noi giovani è stato un mega nascondino notturno a squadre.

Il giorno successivo è iniziato con la visione guidata del film “Momo alla conquista del tempo” e poi abbiamo fatto delle attività che in qualche modo rappresentavano gli atteggiamenti, le caratteristiche dei personaggi del film visto. Secondo me sia il film che le attività sono state molto significative, perché ci hanno fatto riflettere sull’importanza che il tempo ha nella nostra vita, in poche parole liberarsi delle distrazioni per andare oltre.
La mattina è stata contraddistinta dalla presenza di p.Gianfranco Zintu, assistente unitario diocesano accompagnato da Teresa e Carmela,  che ci ha raccontato episodi del suo servizio in missione in Colombia e la servizio per il bene degli altri; nel pomeriggio Luca Micelli, dell’equipe nazionale, ci ha presentato la figura di Giorgio La Pira, un laico capace di conciliare i suoi ideali cristiani con la politica concreta, un grande operatore di pace.
In serata dopo cena abbiamo vissuto una veglia all’aperto sotto le stelle durante la quale abbiamo trattato il tema dell’amicizia. Tutti insieme in cerchio col naso all’insù alla luce della luna e delle stelle a pregare, ascoltare canzoni, e riflettere sul rapporto con gli altri…
“Senza gli affetti, la vita è priva di significato”- “In qualunque posto sarai non esisteranno confini, solo due amici più vicini”

A conclusione del campo il nostro sguardo si è fatto più ampio, il titolo della giornata era “siamo fatti per amare tempo per il mondo” , infatti, come il cinturino di un orologio “abbraccia” il polso e ci permette di portare con noi il quadrante: anche noi vogliamo abbracciare l’intero mondo mettendo a disposizione il nostro tempo!
Riflettendo attraverso un video e dei giochi ci è stato ricordato che ognuno è “cittadino del mondo” e consapevolmente ogni comportamento ha ripercussioni su un ambiente più grande del nostro piccolo cosmo; la nostra responsabilità la viviamo attraverso le piccole scelte quotidiane.
Durante l’acrostico finale: “ COSA PORTO A CASA” e  “MI IMPEGNO A…” notavo il momento di felicità per tutti ma allo stesso tempo di tristezza. Perché, si, eravamo tutti contenti dei momenti che avevamo trascorso insieme, ma allo stesso tempo tristi perché sapevamo che era giunto il momento di rifare le valige e partire e rientrare nei nostri paesi.

Penso che questo campo sia stato molto bello perché ci ha fatto capire l’importanza delle piccole grandi cose che ci circondano. In questi giorni abbiamo imparato a conoscerci tra di noi e a intessere legami. Abbiamo condiviso insieme momenti di gioia, felicità, ma anche di tristezza e qualcuno anche le camice…penso che tutti questi siano momenti da ricordare e da raccontare con gioia…perché quell’attimo trascorso non torna più! E noi di tutti quegli attimi ne abbiamo fatto un campo speciale; aprendo il nostro cuore ci siamo aperti a ciò che ci circonda!

Domenico Leonello
giovanissimo di Ac- Siderno