Dagli Orientamenti triennali del Consiglio nazionale
I ANNO 2017-2018
Risultati immagini per tutto quanto aveva per vivereCUSTODIRE Centocinquanta anni di storia sono un dono, un’eredità preziosa che chiede di essere custodita. Custodire è però qualcosa di più che limitarsi a togliere la polvere posatasi nel tempo o eseguire un maquillage estetico che ridoni lo splendore perduto ad una carrozzeria senza riattivarne il motore. Custodire significa piuttosto rinunciare alla logica della «semplice amministrazione» (Documento di Aparecida, 201) per abbracciare quella del dono senza riserve. Nel centocinquantesimo dalla fondazione dell’associazione, custodire la memoria di questa storia significa discernere l’essenziale della nostra vocazione originaria ai fini di quella «conversione missionaria» invocata da Papa Francesco per ogni Chiesa particolare, a partire dalle parrocchie. La storia di questa fedeltà a Dio e all’uomo si fa presente oggi intessendo l’ordito della vita associativa con la trama di un’autentica comunione ecclesiale, nella consapevolezza che l’uno non possa mai fare a meno dell’altra. Ecco il sacrificio per la «casa comune», la condivisione – nello stile della vedova del vangelo di Mc 12,41-44 – della ricchezza dell’intergenerazionalità e della popolarità, quale esperienza bella dell’essere Chiesa sui passi del Maestro, prodotto di un autentico processo sinodale in cui tutti, anche i piccoli, sono coinvolti da protagonisti. Nell’icona biblica che accompagna il cammino di questo primo anno del triennio, Gesù prende a modello una vedova, il cui cuore è abitato da una fede profonda e radicale in Dio. Questa donna al tempio non dà, come gli altri le molte monete che avevano, ma le due monetine; getta nel tesoro del tempio tutto quello che aveva per vivere, “tutta la sua vita”, si spoglia di ciò che le era necessario. È l’immagine dell’amore che sa rinunciare a ciò che è necessario, ed essere così una vera discepola di Gesù”.